- Parco naturale Monti Simbruini
- Il territorio del parco
- Flora
- Fauna
- Monte Livata
- Punti di particolare interesse
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- Aree protette limitrofe
- Il decalogo del visitatore
Punti di particolare interesse
Laghetto di San Benedetto
Partendo dai Ruderi della villa di Nerone (strada per i monasteri) si prende una stradina asfaltata di fondovalle. Proseguendo per circa 300 metri si giunge ad uno slargo delimitato a sinistra da una parete rocciosa. Da qui si scende a destra lungo un sentiero che giunge fino al fiume, si attraversa un ponte di legno e, una volta sull’altra sponda, si prosegue sulla sinistra per circa 100 metri. La meta di tale percorso è il Laghetto di San Benedetto, uno specchio d’acqua limpido e fresco alimentato da una piccola cascata e circondato da una fitta vegetazione formata da salici, pioppi e carpini bianchi.
Il pittoresco laghetto è alimentato dalle acque del fiume Aniene, che fuoriesce dalle rocce e precipita in una scrosciante cascata; esso prende il nome dal monastero di San Benedetto che si erge sulla verticale dello specchio d’acqua.
Eremo di Santa Chelidonia e Morra Ferogna
Santa Chelidonia, il cui nome di battesimo è Cleridona, nacque in Abruzzo, a Cicoli, nel 1077. Verso il 1092 lasciò la famiglia per dedicarsi a Dio, giunse a Subiaco e decise di ritirarsi in una spelonca a due miglia circa dalla città. Lì visse da eremita, nel digiuno e nella preghiera, per cinquantanove anni. L’eremo in cui si ritirò è noto come Morra Ferogna, luogo di culto pagano pre-romano dedicato alla dea Feronia, divinità italica protettrice dei boschi e delle fonti.
Dopo la morte della monaca, nel 1152 circa, il suo corpo nel 1578 fu trasferito nel monastero di Santa Scolastica e nel 1695 venne santificata.
Santa Chelidonia, patrona di Subiaco, si festeggia il 13 ottobre con la festa e la santa messa celebrata nella chiesetta di Morra Ferogna.
L’eremo di Santa Chelidonia si raggiunge da Subiaco-direzione Vignola (località Iegli) e da Subiaco-direzione Monte Livata. In entrambi i casi il sentiero che conduce ai ruderi del monastero è in salita, immerso in un bosco di querce nel quale spiccano esemplari di leccio nelle zone più assolate.
Il monastero è circondato da numerosi cipressi che avvolgono e celano il luogo nel quale la Santa trascorse gran parte della sua vita.
